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Voglia di futsal anche a Serrenti

C’è anche un giovane dinamico, Gianluca Marras, dietro al movimento del futsal nel centro campidanese.

Si chiama Gianluca Marras (nella foto, a sinistra) non ha neanche trent’anni, studia all’università e si è avvicinato alla disciplina del calcio a 5 a diciotto, intraprendendo la prima avventura nel mondo del pallone con un gruppo di suoi compaesani.
“Vista la maggiore età nel giro di pochi mesi – ci racconta – venni inserito in prima squadra, allora allenata dal mister Nicola Aru, dietro suggerimento del mio primo allenatore, Massimo Deidda. Da allora sono rimasto in pianta stabile nel gruppo. Negli anni mi sono innamorato di questo sport e, anche grazie a internet, ho iniziato a seguire un po’ tutto il futsal isolano ma non solo. Quando posso vado a vedermi le partite delle altre squadre, la bellissima finale del Sestu è stata l’ultima, e in generale cerco di tenermi aggiornato su tutto.

– Cosa ti è piaciuto di più del futsal?
Mi sono affezionato perchè il mondo del calcio a 5 sardo ha come l’aria di essere una piccola famiglia con una passione comune, una piccola famiglia in cui ci si conosce tutti, più o meno, e che negli anni mi ha permesso di conoscere e confrontarmi con tante persone. Molte persone sono state avversarie sul campo ma amiche a fine partita: e questa forse è la cosa che mi piace di più di questa piccola famiglia. Lo sport, in questo caso il futsal, unisce: ed è questo il primo messaggio che cerco di trasmettere, sempre.

– Raccontaci la tua storia di questi anni.
Da giocatore ho sempre fatto parte del gruppo della prima squadra, di cui sono orgogliosamente capitano da ormai 3 anni. L’obbiettivo è quello di continuare a giocare nella speranza di vincere prima o poi qualcosa, Campionato o Coppa Italia, così, giusto per togliermi la soddisfazione. Ma sopratutto quello che spero è di giocare un giorno insieme ai ragazzi che adesso sto allenando nei campionati giovanili.
Dopo 3 anni di calcio a 5, infatti, un po’ per scherzo, e aiutato dai consigli di alcuni miei ex allenatori, ho intrapreso la prima avventura in panchina, guidando la squadra Allievi che prese parte al Campionato 2010/2011. Nonostante praticamente tutti i giocatori che avevo arrivassero dal calcio a 11, mi resi conto fin da subito di avere fra le mani un gruppo forte e affiatato. Lavorammo molto e riuscimmo a fare un campionato da protagonisti. Fu una bella favola, purtroppo senza il lieto fine, visto che perdemmo la testa della classifica perdendo l’ultima partita in casa, nello scontro diretto con l’Aiace Telamonio. Fu una grossa batosta, per me e per i ragazzi, e pagammo probabilmente l’inesperienza, anche mia, nel gestire le ultime settimane di Campionato. Dopo quella stagione il gruppo si divise fra Calcio a 11 e Calcio a 5 e io persi un po’ le motivazioni e me ne tirai fuori. Il richiamo della panchina però è forte, e quest’anno ho deciso di riprendere ad allenare, anche perchè credo che lavorare con i giovani sia fondamentale, e come già detto in precedenza, credo e spero siano loro il futuro della nostra prima squadra.

– Oltre a giocare, quindi hai anche altri impegni fuori dal campo?
Esatto! L’impegno, tuttavia, non si limita al calcio giocato: quest’anno ho allenato un gruppo di ragazzini che hanno preso parte al Campionato Giovanissimi di Calcio a5, e partecipo attivamente alla vita della mia Polisportiva, l’A.S.D. Parco Cross Città di Serrenti, che oltre al Calcio a5 propone attività quali Motocross, Pallavolo, Tennis, Muay Thai e Kick Boxing.

– Quali sono obiettivi di tanto tempo speso per lo sport?
L’obbiettivo comune è quello di crescere col numero degli iscritti in tutte le categorie, e l’unico modo per farlo è impegnarsi attivamente, organizzando manifestazioni, tornei etc. E’ sempre un grosso impegno, ma le soddisfazioni e il divertimento spesso ripagano gli sforzi fatti!

– Spazio adesso ai progetti per il prossimo anno, che idee hai/avete?
Ora come ora, ci siamo presi qualche settimana di pausa per ricaricare le pile, poi inizieremo a pensare alla prossima stagione. La prima squadra ha bisogno di essere rinnovata e siamo alla ricerca della giusta guida tecnica, oltre che di nuovi giocatori da inserire, possibilmente giovani e di Serrenti. Per quanto riguarda il settore giovanile, se la Società me lo permetterà, continuerò a seguire la squadra, che peraltro sta ancora lavorando visto che ci attende un torneo a Senorbì il 13 Giugno. Con l’inserimento di 6 nuovi ragazzi che si allenano con noi da un mese a questa parte, ho già un buon gruppo per affrontare il campionato Allievi. Dovrò invece integrare il gruppo dei Giovanissimi che conta solo 5 elementi. Spero che il buon lavoro fatto quest’anno, che ci ha visti raggiungere il 4° posto dietro corazzate come Teleco, Norbio e Villaspeciosa, possa essere utile per convincere i ragazzini del paese ad avvicinarsi al Palazzetto e provare il calcio a 5.

​- Come vive uno sportivo la realtà di un piccolo centro?  Come sono i rapporti con le istituzioni?
Come qualsiasi piccolo paese, Serrenti, coi suoi 5mila abitanti, ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ci si conosce un po’ tutti, ma siamo un paese un po’ strano: molti si lamentano del poco che questo paese offre ma pochi si impegnano affinchè si organizzino manifestazioni e in generale si renda questo paese più vivibile. Talvolta, quando si organizzano manifestazioni o eventi, c’è scarsa partecipazione, sia per organizzare ma anche scarsa partecipazione di pubblico. Viviamo in una situazione un po’ contraddittoria, ma finchè ne avrò voglia continuerò a impegnarmi attivamente con la mia Società per smuovere un po’ gli animi. Dal punto di vista istituzionale, usciamo da mesi di commissariamento: pochi giorni fa è stato scelto il nuovo Sindaco. Siamo in attesa della definizione della nuova Giunta, quindi aspetterei prima di giudicare il loro operato.

– Quindi, tante difficoltà ma anche qualche speranza?
Sicuramente in questo periodo di crisi, fra patto di stabilità e lacune economiche, è difficile portare avanti certi discorsi. Mi auguro tuttavia che la nuova amministrazione possa esserci più vicina, anche solo con la presenza fisica, in occasione di partite, gare o manifestazioni di qualsiasi tipo. Sarebbe già un buon inizio perchè significherebbe che comunque tutte le attività che portiamo avanti sono tenute in considerazione dall’Amministrazione Comunale, e in questo modo sarebbe anche più semplice discutere insieme le problematiche e trovarne le possibili soluzioni.

Il futsal ha bisogno di persone come Gianluca, capaci di percorrere una strada nuova dando linfa al movimento. Complimenti e auguri per il tuo lavoro, sperando di trovare tanti altri Gianluca nella nostra bella isola!

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