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DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Alberto Carta, fuoriquota, giovanili e fair play, stagione 2017/18 ricca di novità

Intervista al vicepresidente del CR Sardegna nonchè responsabile regionale della Delegazione calcio a 5 al termine degli incontri sul territorio.

Sono appena terminate le riunioni organizzate, come ogni fine stagione, dalla Delegazione regionale per incontrare le società del territorio. Nel giro di un mese, Alberto Carta, responsabile della Delegazione Regionale calcio a 5 e vicepresidente del CR Sardegna, accompagnato dal segretario Sandro Camba e via via dai vari dirigenti locali della Federazione, ha incontrato quasi un centinaio di persone nelle varie tappe, ascoltando umori, idee, problemi e riflessioni.

image1 (1)Il calcio a 5 continua a conquistare adesioni e simpatie nell’Isola, pur soffrendo – come per tutti gli altri aspetti della vita – la crisi economica e le preoccupazioni delle persone. Ma l’attività tiene, conquista spazi nel territorio, anche se i margini di crescita restano altri. Ci sono però tante novità in vista, sia per le nuove linee nazionali sull’attività giovanile che per richieste delle società di cui la Delegazione vuol tenere conto.

“Le riunioni sono andate molto bene a Olbia e Cagliari – afferma Carta – con un’ottima partecipazione nelle altre delegazioni come sempre, con la presenza dei nostri affiliati, con l’avviso di assenza per chi non è potuto intervenire, ma con poca partecipazione da parte delle squadre di calcio che avevamo invitato. Ci riserviamo di convocare una riunione anche a Nuoro, che non abbiamo fatto, qualora ci fossero le condizioni per far partire qualche nuova affiliata di calcio a 5 maschile che purtroppo ancora non abbiamo. In quella zona il futsal è garantito da due belle realtà, e non è cosa di poco conto, del femminile, Santu Predu e Puri e Forti”.

  • Quali sono state le difficoltà che le società avvertono anno dopo anno?

Problemi tanti, soprattutto in merito alle infrastrutture, poche e in cattive condizioni, ma è soprattutto la difficoltà alla fruizione delle stesse per i soliti cavilli politici e di competenza. Diciamo il solito scaricabarile tra scuola/provincia/comune ecc. Ci siamo messi a disposizione anche su questo fronte per non lasciare sole le nostre società e per fare queste “battaglie” con loro. Altri problemi sono più o meno quelli degli altri anni: difficoltà a reperire risorse dirigenziali, giocatrici e giocatori soprattutto quelli più giovani ed, in particolare, nei piccoli centri così come si può immaginare.

  • Quali invece le proposte e le idee che hai sentito? 

Proposte e richieste tante: ad esempio cercare di limitare gli orari di gioco almeno per il venerdì sera e la domenica soprattutto quando si tratta di campionati regionali, penso al femminile. La certezza di avere, non dico ad agosto/settembre gli orari e i giorni dei playoff/playout, orari e giorni di gara della coppa Italia, ma comunque di conoscere le date o quanto meno il periodo con un certo preavviso.

Ho ricevuto, da più parti, un invito per le società che giocano soprattutto all’aperto, ad organizzarsi per ospitare le/gli avversari in un campo dignitoso. Se è vero che dotarsi di panchine con tettoia ha dei costi, ma ci si può organizzare penso. E’ anche vero che non costa niente almeno evitare di mettere quattro sedie al posto delle panchine classiche. Insomma piccole sfaccettature che servono a far crescere il livello ma anche l’accoglienza.

  • Mi accennavi prima al discorso fair play, tutti invocano più collaborazione tra i sodalizi

C’è stato un richiamo generale da parte delle società ad un maggiore fair play tra le stesse, non solo in campo ma anche, previo il parere della delegazione, nel concordare orari partite, recuperi ecc. Questo sentimento di collaborazione mi fa capire che spesso nel passato non vi è stato e che richiedendolo a gran voce attraverso la federazione significa che è una virtù e un valore a cui tanti credono ancora. Fa piacere.

  • C’è qualcosa, da questo giro di incontri e di chiacchierate, che ti ha piacevolmente colpito, che può essere un punto da cui partire?

La cosa che mi ha stupito di più e che comunque nonostante la crisi economica, la penuria di risorse umane, le difficoltà a trovare i campi per le gare e gli allenamenti, c’è comunque un mondo, quello del futsal, che non molla, che è fortemente appassionato e che nonostante tutto continua ad andare avanti e a voler giocare a calcio a 5. L’esempio ce lo dà soprattutto Olbia che, per tanti motivi, discussi il giorno della riunione in Gallura, a volte in maniera anche dura e critica, ha onorato il girone di serie “D” al nord, portando avanti un campionato che nelle premesse doveva essere di 10/12 squadre e poi si è svolto con 7 squadre. Chapeau, direi. Speriamo quest’anno sia un’altra musica. Poi come detto nel punto precedente, mi ha stupito, ma non più di tanto, la richiesta del fair play e del rispetto reciproco.

  •  Passiamo ora alle novità che si son delineate e a breve, magari, diventeranno ufficiali

La prossima stagione avrà senz’altro un grossissima novità a livello nazionale. Il campionato U21, da sempre organizzato dalla Divisione nazionale, sarà sostituito dal campionato nazionale under 19 a seguito dei prossimi campionati mondiali di categoria. Avranno l’obbligo di parteciparvi tutte le squadre che disputano le serie A, A2 e B. Le stesse squadre che partecipano ai campionati regionali possono iscriversi. Tra due stagioni avrà la stessa sorte la Juniores (under 18) che verosimilmente sarà sostituita dall’under 17 nazionale a causa delle olimpiadi di categoria. Quindi ricapitolando, a livello regionale si bandiranno i campionati U14 e U16 resterà la Juniores (a livello regionale), l’U19 (nazionale) e a questo punto pensiamo di organizzare come Comitato Regionale l’under 21. La Divisione nazionale per quest’ultimo ha garantito in ogni caso la fase nazionale. Penso che la linea del direttivo sia questa, poi se non si iscriveranno in un numero sufficiente li orienteremo a fare una serie “D”.

  • Altro argomento di cui si parla ogni anno sono i fuoriquota giovani. Ci sono delle novità…

Sulle limitazioni al gioco in C1 e C2 maschile, fatta una sintesi delle riunioni, sembrerebbe prendere strada quella di non mettere nessun obbligo. L’idea, per anni, che tanti ragazzi fossero portati in lista senza mai giocare e solo per evitare la perdita della gara, ha sempre provocato in me una sensazione terribile, un’imposizione dettata dalla mia grande voglia di far capire quanto siano importanti e indispensabili i giovani per la stessa sorte dei sodalizi. E allora, visti i grandi cambiamenti del nazionale, il parere delle società presenti alle riunioni e nel voler ascoltare, dopo tanti anni, anche il pensiero dei tecnici che ribadiscono sempre che “se un giovane sa giocare lo faccio giocare, non ho bisogno di imposizioni”, proviamo per questa stagione sportiva a non inserire obbligatoriamente nessun giocatore in lista. Resta, invece, confermato l’obbligo di almeno un campionato giovanile per chi disputa la serie C1 maschile.

L’altra novità, che arriva da Roma e oramai è ufficiale (riportata nel regolamento del Settore giovanile e scolastico), è che ogni regione abbia una figura per l’attività di base di calcio a 5. Sempre da Roma, si è, inoltre parlato di portare in consiglio di Lega il tempo effettivo. Una battaglia difficilissima ma non persa in partenza secondo il presidente nazionale. Ovviamente l’idea ha trovato d’accordo tutte le regioni”.

 

Ora l’attesa ufficiale sarà per il Comunicato 1 della Delegazione regionale che sancirà le novità della prossima stagione. Alberto Carta e il suo staff, dopo aver preso gli appunti sul territorio, sono già al lavoro nella sua stesura.

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