FIGC

DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Dentro il Club, parola di Nicola Barbieri

Una delle novità del mondo giovanile del futsal è stato sicuramente il Club San Paolo. Ne abbiamo parlato con Mister Barbieri.

– Mister Barbieri, un grande curriculum alle spalle, compreso di calcio a 5, come è nata la collaborazione con il Club San Paolo?
Sono stato avvicinato dal presidente Lallo Lai e da Roberto Masia (responsabile del c11) due anni fa e mi hanno chiesto se fossi interessato alla prima squadra. Così è nata la collaborazione che io ho accettato solo in funzione di partire con un progetto con i giovani che avevo in testa da un po’ di anni.
Dopo che per qualche anno avevo allenato nel calcio a 11, ritenevo che il calcio a 5 per poter fare numeri e anche qualità a livello giovanile dovesse collaborare e interagire con i settori giovanili del c11.
Lui da ex giocatore sia di c11 che di c5 è stato subito entusiasta del progetto, che vede al centro la crescita dei ragazzi a 360 gradi, mi ha dato carta bianca per le scelte tecniche e organizzative. Rivesto la figura di riferimento per tutto il c5 alla San Paolo e collaboro con lo staff del c11 il più possibile.

– Come avete portato avanti due sport diversi (ma anche complementari) come il calcio a 11 e il calcio a 5
E’ stato molto facile. Sino all’età di 13/14 anni, i ragazzi non hanno nessun obbligo tattico se non pressione a tutto campo e marcatura a uomo, il resto è divertimento e conoscere la realtà del c5. Tutti si appassionano e questo è lo scopo sino ai giovanissimi.

Per gli allievi cerchiamo di dare più indicazioni per migliorare circolazione della palla e migliorare la fase difensiva con concetti di tattica collettiva e non solo individuale, ma facciamo sempre giocare tutti il più possibile senza obbligo di vittoria. Diverso è per la juniores: i ragazzi hanno fatto già una scelta di specializzazione  di c5 e lavoriamo a 360 gradi.

– Un bilancio sulla stagione juniores, terminata in una bellissima finale persa all’ultimo.
Una vera sorpresa! quest’anno dovevamo utilizzare la squadra per i juniores che lavoravano in settimana in prima squadra e che giocavano meno, e  gli allievi non convocati a calcio a 11 la domenica. A fine girone di andata ci siamo ritrovati secondi o terzi, ho sentito i ragazzi e abbiamo deciso di provare a impegnarci di più mentalmente sul campionato, con il risultato che nel girone di ritorno abbiamo fatto solo pareggio vincendo tutte le altre gare. Poi la finale, senza due pedine fondamentali (Serra e Atzeni, ndr) è stata bella e equilibrata, persa per un nulla e con qualche allievo in campo, ma va bene così.

– Parlaci invece degli allievi che hanno fatto l’exploit alla fase nazionale.
Con gli allievi lavoro da due anni. Sono già stati campioni regionali giovanissimi 2 anni fa, eliminati dall’Asti per differenza gol. Un bel gruppo con ottime qualità tecniche e morali.

In campionato come la juniores abbiamo fatto un solo pareggio e tutte le altre gare vinte, più di 130 gol fatti e solo 13 subiti. Pur affrontando squadre magari meno dotate tecnicamente e tatticamente ho cercato di inculcare ai ragazzi i concetti di squadra corale in fase offensiva e difensiva: questo, successivamente, ha pagato nelle finali prima con l’Aosta, vittoria andata e ritorno, e poi alla final-eight dove siamo usciti senza perdere (2-2) ma eliminati ai rigori dal Torrino Roma. Poi grazie a questo abbiamo superato gli allievi dell’Acqua e sapone. Peccato per l’ultima partita affrontata in sette per una gastroenterite che ha colpito la squadra nell’ultima giornata e che ha chiuso la stagione con l’unica sconfitta.

– Aspetti particolari, oltre a quelli che hai già specificato, su cui hai puntato con i ragazzi
Direi mentali, devo far conoscere e apprezzare il nostro sport, poi loro sceglieranno il da farsi. Diciamo che apriamo una nuova porta se quella del c11 la dovessero trovare chiusa. Per il resto è tutto molto semplice più di quanto si pensi, a quell’età sono spugne e imparano i gesti tecnici in fretta, noi non abbiamo  fretta, riteniamo che inoltre siamo anche propedeutici per la loro futura carriera di c11.

– Qualche suggerimento per migliorare l’attività del futsal giovanile regionale?

Non mi va di dare consigli, è già difficile quello che faccio. Spero che il movimento migliori e che altre società di c11 si affaccino a l c5.

– I progetti della San Paolo per il 2014-15 quali saranno?
Continuare e migliorare. Sul piano organizzativo abbiamo molti margini. I risultati aiutano per trainare i ragazzi, ma che non sono prioritari. Poi non ci possiamo lamentare, visti gli esiti di quest’anno: non sarà facile disputare un’altra final-eight in breve tempo!
Personalmente spero di dedicarmi ancor di più al settore giovanile. A giorni deciderò con il responsabile della prima squadra che chiederà il ripescaggio in c1: la squadra sarà composta da almeno 8 elementi del settore giovanile e penso sia competitiva per risalire o disputare un buon campionato di c1 come dimostrato nel girone di ritorno dell’anno scorso, dove abbiamo sfiorato i play-out.

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