Centocinquanta bambini, sia maschietti che femminucce, di 6 classi del Convitto partecipano al bel progetto della società cagliaritana. Ne parliamo con uno dei coordinatori, Stefano Picchiri.
“Io calcio a 5” una formula spesso usata e giustamente fortunata, che racconta la voglia delle nostre società di aprirsi all’esterno e trovare nuovi sbocchi sul territorio. Così è nato questo bel progetto targato Jasnagora, ospitato dal Convitto, che coinvolge circa 150 ragazzi.
“Abbiamo subito trovato un’ottima collaborazione negli insegnanti di queste classi – afferma Picchiri, uno dei coordinatori – ovvero le maestre Roberta, Eleonora, Serenella e Paola e i maestri Andrea e Aldo”.
– Come è nata l’idea di questo progetto e di entrare nelle scuole, in questo caso il Convitto?
Dalla voglia di iniziare un percorso di crescita come società e dal desiderio di voler, nel nostro piccolo, contribuire alla crescita del nostro movimento del calcio a 5 soprattutto fra i più piccoli. Siamo convinti che energie, passione e competenze vadano investite proprio sui più piccoli perché rappresentano il futuro non solo sportivo ma di tutta la società e in questa nostra visione abbiamo trovato in Alberto Carta, e in tutta la delegazione, un appoggio fondamentale.
– Come è programmata la vostra attività?
Abbiamo appuntamenti settimanali con ciascuna delle 6 classi della scuola primaria del Convitto Nazionale che hanno aderito al progetto. Al momento sono coinvolti circa 160 bambini di 6 classi (una prima, due terze, una quarta e due quinte) e le attività sono supervisionate da Davide Marfella e guidate in campo da Giuseppe Allegra affiancato da Alberto Fenu. Al progetto collaborano anche gli altri tecnici Jasna Fabrizio Boi, Luca Fucci e Michele Carta oltre me che coordino anche tutta l’organizzazione.
– Avete fissato, immaginiamo, un obiettivo. Quale sarebbe?
Vogliamo avvicinare i bambini allo sport attraverso le specificità del calcio a 5. In questo il programma “Io calcio a 5” rappresenta una linea guida molto interessante da cui quotidianamente prendiamo spunto nell’organizzazione dell’attività. La nostra speranza è quella di poter replicare e portare avanti anche nei prossimi anni questa iniziativa al fianco della nostra delegazione.
– Aprirsi al territorio, lavorare oltre la competizione sportiva: la Jasna sta cominciando ad aprire nuove strade interessanti…
La Jasna ha una storia molto lunga visto che esiste dal 1979 e penso che siamo arrivati, a livello societario, ad una maturazione tale da sentire l’esigenza di portare fuori dal nostro palazzetto la passione che ci accomuna. La cosa che mi ha fatto più piacere è stata sicuramente la condivisione di intenti che c’è fra la nostra dirigenza dietro questo progetto.
Fabio, il nostro presidente, così come Valeria Brandas e Francesca Zaru sono stati da subito i più entusiasti nell’intraprendere questa avventura che rappresenta per noi uno stimolo a proseguire insieme questa strada fatta di pallone, passione e amicizia che speriamo ci porti il più lontano possibile.
