FIGC

DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Michele Podda, un sardo sempre più colorato d’azzurro

Michele Podda, il giovane laterale di Villaspeciosa, attualmente in forze all’L84 nella massima serie di futsal, non si ferma più. È alla terza convocazione nella Nazionale maggiore allenata da mister Massimiliano Bellarte. Lo abbiamo raggiunto nel ritiro per scambiare due chiacchiere con lui, per sentire l’emozione di vestire una maglia così prestigiosa, per ripercorrere un po’ di passato e parlare anche di consigli e progetti futuri.

– Michele, dopo le convocazioni nelle nazionali giovanili, quali emozioni senti per questo importante obiettivo?

Sono davvero troppe, è un mix difficile da spiegare. Sicuramente per questo prevale la confusione, passo dall’ansia alla soddisfazione, quella più presente però resta comunque la felicità: praticare questo sport mi rende felice, poterlo fare con la maglia della Nazionale eleva questa felicità ai massimi livelli.

Curiosiamo: come funziona una giornata tipo in nazionale?

La nostra giornata tipo è molto semplice: è composta da tre pasti a cui partecipa chiaramente sempre l’intero gruppo squadra, poi da due allenamenti e di conseguenza dagli spostamenti col pullman verso il palazzetto e infine qualche momento libero, salvo eventuali riunioni tattiche.

Vivi oramai stabilmente al nord, in Piemonte. Ti manca un po’ la tua isola?

Per il mio modo di essere è sicuramente molto difficile, non tollero le basse temperature, vivrei al caldo e al mare tutto l’anno, dunque la Sardegna è il posto ideale per me. In più non c’è cosa peggiore che stare lontano dalla famiglia e dagli affetti, sicuramente ho tanta nostalgia di loro e della mia Terra. Allo stesso tempo però devo riconoscere che Torino è una bellissima città, si ha tutto a disposizione o comunque tutto molto vicino, col tempo mi sto ambientando, probabilmente però non mi abituerò mai abbastanza

-Come ti ha aiutato la tua giovinezza sportiva in Sardegna in questa esperienza?

Qualsiasi cosa della mia esperienza in Sardegna mi ha aiutato all’L84. Sembra una risposta banale ma è così: senza il percorso fatto in Sardegna non sarei mai riuscito ad ambientarmi, per questo mi porto sempre dietro tutte le cose che ho appreso, anche in Nazionale.

Guardandoti dall’esterno, come pensi di essere cambiato?

Sono cambiato sotto qualsiasi aspetto credo, ciò che resterà sempre uguale è il mio carattere. Ho cambiato il mio aspetto fisico perché quando giocavo in Sardegna ero troppo magro probabilmente. Ho cambiato le mie abitudini nel corso degli anni per via della Nazionale e in seguito dell’L84, ho cambiato quasi il mio stile di vita e sicuramente è un po’ cambiata la visione che gli altri ora hanno di me. Oltre tutte queste cose, però, amo andare d’accordo con tutti, essere il più disponibile possibile, dormire tanto e giocare, questi tratti caratteriali non cambieranno mai (sorride, ndr).

-Avresti mai pensato, quando hai cominciato o cammin facendo, di vestire la maglia più prestigiosa, quella azzurra?

Sinceramente non mi ricordo, ma onestamente penso che da quando ho iniziato ho sempre un po’ avuto questo pensiero e forse questa cosa mi ha un po’ contraddistinto rispetto ad altri. Chiaramente all’inizio era un pensiero un po’ “isolato” ed è cresciuto col tempo, però ci ho sempre un po’ sperato, magari non così presto e non così in alto, però qualche pensierino lo facevo.

– Il miglior consiglio che hai ricevuto nella tua vita?

Sicuramente di imparare subito a giocare con entrambi i piedi dato che io e il destro abbiamo proprio un pessimo rapporto, oppure di imparare a pensare più velocemente degli altri. Oltre questi consigli tecnico/tattici però, che contano sicuramente meno, consiglierei di divertirsi, questa è la cosa più importante, in qualsiasi luogo o categoria tutti giochiamo per questo, quando si entra in campo bisogna sapersi divertire

– I peggiori consigli che hai avuto?

Sicuramente tantissimi, e non vorrei elencarli per non andare contro a nessuno. Per sdrammatizzare ti dico “dovresti provare a tirare col destro”, una causa persa ancora prima di iniziare.

– La tua strategia quando le cose non girano bene?

Mi piace molto dormire, dunque se devo essere sincero quando sono giù preferisco dormire tanto in modo da non pensare alle cose negative che mi circondano. Quando sono deconcentrato, non ho problemi e non voglio risolvere questa cosa. Sotto un certo aspetto, essere poco concentrato e con la testa per aria mi aiuta a sentire meno la pressione di una partita e in questo modo la vivo meglio, qualsiasi partita sia!

– Spazio ora ai prossimi traguardi…

Mi metto sempre dei traguardi a breve termine anche se, incoerentemente, sono mosso da quelli a lungo termine. Ora come ora spero di ambientarmi definitivamente in Serie A e col gruppo della Nazionale maggiore. Da questi derivano quelli a lungo termine, ovvero cercare di vincere qualche titolo nella massima serie e partecipare a qualche competizione internazionale con la Maglia Azzurra.

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