FIGC

DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Scuola calcio a 5 Med, quando la buona volontà vince su tutto

Non servono grandi investimenti ma una fortissima volontà e dedizione. Cominciamo così il tour nelle scuole calcio a 5 sarde da una storica società che negli ultimi anni si è contraddistinta per gli investimenti nel settore giovanile. Ne parliamo con il presidentissimo Corrado Melis.

– Come è nata l’idea di creare, oltre alla prima squadra che diciotto anni è iscritta ai campionati Figc, anche una scuola calcio?

Nella stagione 2011/12 abbiamo avuto la prima giovanile, che ha partecipato al campionato Allievi. Da quel momento ci siamo dati un obiettivo: avere tutte le “squadre”, dai Piccoli Amici alla Juniores (oltre alla prima squadra).
L’anno dopo e’ nata la scuola calcio a 5.

– Per quale motivo, “malsana” idea, avete deciso di intraprendere questo difficile, ma sicuramente entusiasmante cammino?

Lavorando coi giovani abbiamo capito che si hanno enormi soddisfazioni. I ragazzi imparano più in fretta e hanno tanto entusiasmo. Detto questo, diciamo che la “malsana idea”, come la chiami tu, è declinata in tre obiettivi:

– avere un serbatoio per la prima squadra anche nel lungo periodo;
– dare modo ai nostri giocatori di imparare (e cimentarsi con) il ruolo di allenatore/istruttore, avendo anche un rimborso spese;
– incidere nel tessuto sociale, contribuendo a formare cittadini di domani meno inclini al piagnisteo e più rispettosi delle regole.

– Quali difficoltà avete incontrato? E quali soddisfazioni?

Quelle di una scuola calcio (trovare i ragazzi, offrire un servizio adeguato, “gestire” il rapporto con i genitori). A questa si aggiungono quelle date dalla diffidenza verso il calcio a 5, dai più non conosciuto. Per questo quest’anno abbiamo preparato un documento, la nostra Vision, che consegniamo ai genitori. In esso e’ spiegato perchè, anche se puntano ad avere un calciatore professionista in famiglia, e’indicato che questi faccia calcio a 5 fino ai 12 anni.
Le soddisfazioni, per fortuna son tante. Intanto vedere dei bambini che corrono con gioia dietro ad un pallone, allo stesso tempo mostrando la necessaria disciplina è di per sè bellissimo. E poi, scendendo nel tecnico, un settenne che fa uno “stop di suola orientato” ha quasi del commovente, per chi, come noi, era abituato ad avere a che fare con calciatori che approcciavano il futsal a 17/18 anni.

– Come è organizzata la vostra attività?

Per lanciare la scuola calcio a 5 abbiamo fatto un accordo con il Nuovo Collegio della Missione, che ci mette a disposizione il campo in erba sintetica. La scuola e’aperta a tutti, ma ovviamente il bacino di riferimento e’costituito soprattutto dagli studenti dell’istituto (materna, elementari e medie). La posizione, proprio dietro piazza Garibaldi, e’ideale per le famiglie del centro di Cagliari.
Le attività sono legate ai corsi e alle “amichevoli” con le altre squadre. Quest’anno vogliamo farci promotori di una vera e propria “lega” delle scuole calcio a 5, per organizzare manifestazioni specifiche e non solo gare di calcio in un campo ridotto.
Noi ad esempio, per i bambini fino ai dieci anni, facciamo utilizzare il pallone a rimbalzo controllato numero 3.

– Quanti sono i ragazzi e di quale età?

Le iscrizioni non sono ancora chiuse, ma puntiamo ad avere 40 iscritti, omogeneamente divisi in quattro categorie: i bambini del 2008 e 2009 (che solitamente – specie per il 2009 – le scuole calcio non prendono), i Piccoli amici secondo e terzo anno, i Pulcini e gli Esordienti.

– Quali invece gli obiettivi nel breve e lungo periodo?

Nel breve consolidare la scuola; “portarla a regime”. Nel lungo vedere in prima squadra un ragazzo cresciuto nella scuola calcio a 5.

– Visto che la vostra è una realtà affermata in poco tempo, quali consigli vorresti dare a chi sta pensando di organizzare una scuola calcio a 5?

Crederci. Non servono grossi fondi, ma molta convinzione. Ed avere istruttori bravi. Non bisogna pensare che per far lezioni ad un bambino basti mettere una palla in mezzo al campo. E’esattamente il contrario: più giovane e’ l’atleta, maggiore la professionalità che serve. Per questo e’necessario che gli istruttori, magari scelti tra i ragazzi della prima squadra, siano adeguatamente formati.

– Molto spesso c’è un profondo disinteresse della società e degli altri atleti per i piccoli, cosa che mi pare non succeda alla Med. Come sono coinvolti gli altri attori della tua società?
Come detto, i ragazzi della prima squadra sono coinvolti attivamente. Gian Marco Serra organizza la scuola calcio a 5 insieme a me, Diego Marrocu (che e’ anche l’allenatore dell’Under 16), Pier Andrea Serra e Matteo Arrais (laureando in Scienze motorie) sono istruttori.
E i bambini “contraccambiano”: sono presenti alle gare della prima squadra e contiamo di coinvolgerli presto per l’ingresso in campo delle squadre.

– Quali sono i vostri contatti?
Per informazioni e iscrizioni:  Corradomelis@tiscali.it3476305406, pagina Facebook, www.medcalcioa5.it

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