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DELEGAZIONE REGIONALE CALCIO A 5 SARDEGNA

LEGA NAZIONALE DILETTANTI

Storie di calcio a 5, Checco Dedola e il South West Portoscuso

Continuiamo il nostro viaggio per le realtà territoriali del calcio a 5 e viriamo nel Sulcis, dove opera da oramai otto anni l’associazione South West Sport, nata dalla passione e la volontà di rilanciare il calcio a 5 con i giovani del paese di Portoscuso.
Ci aiuta in questo viaggio Checco Dedola, anima e mister della prima squadra. La mission del South West è quella di incentivare lo sport tra i giovani, promuovendo l’attività motoria quale elemento di prevenzione, di cultura e di socializzazione.

Lavorano nello staff tante persone, oltre a Dedola: dal presidente Roberto Ligas fino all’accompagnatore Giorgio Biggio, dirigente accompagnatore. Fabrizio Castronovo è dirigente responsabile under 21, Davide Murenu è l’allenatore under 21, Dario Fenu e Giorgio Dessì sono invece il preparatore atletico quello dei portieri.
La South west sport ha anche una Under 21 e una squadra amatoriale non figc over 38: “Grazie all’adesione di diversi ragazzi che sono passati dal calcio alla nostra società – spiega Francesco – è stato possibile due anni fa organizzare l’under 21, con l’obiettivo di preparare adeguatamente i giovani atleti per dargli l’opportunità di fargli arrivare alla prima squadra. Già quest’anno è stato motivo d’orgoglio aver visto un alto numero di ragazzi che hanno esordito”.
La società vuole riuscire a stabilizzarsi, utilizzando una programmazione valida e strumenti adeguati facendo anche una valutazione demografica ed economica del territorio pe poter operare al meglio. Poi c’è una collaborazione con l’amministrazione comunale, che non ha fatto mai mancare il supporto, e la voglia di provare a diminuire il gap con Cagliari: “Il Futsal nel Sulcis è parecchio indietro rispetto al cagliaritano. Questo è dovuto principalmente alla crisi economica che il nostro territorio ha dovuto affrontare e che ha messo in ginocchio le società costringendole a cessare la loro attività”. Non possiamo dimenticare, infatti, le belle esperienze, purtroppo concluse, di Sant’Antioco, Glema, Calasetta, Santadi per fare qualche nome, ma probabilmente si dimentica qualcuno.
Il Sulcis è un posto fantastico per vivere, ricco di destinazioni e spiagge uniche: “La gente è vera, forse l’unica cosa che manca è un po’ di lavoro, ma credo valga per la Sardegna in generale”. Dedola ha deciso di puntare sul Sulcis, dove è nato, e anche sui giovani. Qualche nome che Checco vuole dare senza dimenticare i tanti ragazzi che si stanno avvicinando e giocano. C’è Davide Farris classe 2000, laterale con 24 presenze 8 reti in C1, “un ragazzo già molto maturo, forte fisicamente e molto intelligente, con un sicuro avvenire”. C’è Antonio Sanna, classe 2000 laterale, 15 presenze 4 reti in c1, capitano dell’under 21: “E’ al terzo anno con noi, fortissimo nell’uno contro uno, deve crescere fisicamente e caratterialmente. Lo scorso anno ha partecipato al Torneo delle regioni con gli allievi”. Fabio Corona classe 2000, pivot, anche lui 20 presenze e 5 reti in C1, “velocissimo e molto tecnico, ha poca esperienza ma anche lui può diventare un gran giocatore”. Infine Damiano Carboni, classe 2000, pivot con 22 presenze e 14 reti in c1, “giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere, instancabile nel pressing e nei rientri difensivi , lo definisco un giocatore fastidioso, con la maturità non potrà che migliorare , soprattutto nella freddezza sottoporta”.
Parliamo infine di Checco Dedola e del suo amore per il futsal: “Ho cominciato nel ‘94/95 nel Bolo bolo Carbonia in serie C regionale. Venivo dal calcio e ad aprirmi le porte sono stati Duilio Tatti, allora allenatore, e il presidente Nino Di franco. Al primo anno fu per me una grandissima stagione con oltre trenta reti e la convocazione al Torneo delle regioni. Ricordo tra i miei compagni di allora Stefano Secci, Bebo Orani e Max Deiana. Alla fine della prima stagione tornai a giocare a calcio al Carbonia in Eccellenza, decisione di cui dopo mi sono pentito”.
Sicuramente c’è molto Dedola nella South Sport, ma lui com’è cambiato in questi anni? “Mi sono sicuramente dato una calmata dal punto di vista comportamentale, anche se mi è rimasto il brutto vizio di non trattenermi se ho qualcosa da dire! Poi il matrimonio e la nascita dei miei bimbi ha contribuito non poco a rendermi più riflessivo. La figura centrale di tutta la mia carriera è stata mia moglie Valentina, senza di lei avrei smesso di giocare molto presto!”.
E come allenatore? “Mi viene difficile raccontarmi ma penso di essere molto disponibile e comprensivo, forse troppo. Ho un debole per i giovani, con cui forse per il fatto di aver smesso tardi riesco ad avere sempre un ottimo rapporto. Mi piace che le mie squadre giochino con personalità e coraggio. Sono molto severo nel giudicare me stesso e ha volte mi è capitato di pensare di non essere all’altezza”.

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